giovedì 5 novembre 2009

COMUNICATO STAMPA PERSONALE CINZIA LO RUSSO 7 NOV 09

L'Artista CINZIA LO RUSSO espone al Caffè Storico GIUBBE ROSSE di FIRENZE, dal 7 al 20 Novembre 2009 .Nelle sale interne, saranno esposte le opere di Cinzia Lo Russo, che dedica la Sua ricerca d'Arte Contemporanea: “dal Macro al Micro-Cosmo” questo il titolo della mostra, dall'infinitamente grande dell'Universo, all'infinitamente piccolo che è dentro ognuno di Noi.

INAUGURAZIONE: 7 Novembre 2009 dalle ore 18,30 in poi...

Gran Caffè Storico GIUBBE ROSSE P.zza della Repubblica 13-14/R

FIRENZE tel. +39 055 212280

Paolo Levi scrive dell'Artista:

Cinzia Lo Russo ha la capacità di conciliare la figurazione con il dissolvimento del colore. Ma non cede mai all'informale puro, tant'è che a coniato per definire la Sua corrente artistica, il termine: “FIGURATIVO-COSMICO”.

La materia si apre al nostro sguardo con una splendente varietà cromatica: come una inedita placenta che porta in luce la vita di uomini e cose.

Se dobbiamo trovare delle paternità per Cinzia Lo Russo, queste vanno ricercate nella cultura visionaria, quella dell'informale caldo francese degli anni '50. Ma non solo.

La nostra pittrice si muove con un'istintiva gestualità, senza programmi prestabiliti. Il gesto, come purezza dell'animo la porta a creare mondi figurali inediti.

E' pittrice di visioni oniriche. Non degli incubi notturni, ma dell'incertezza di un infinito attratto da altri infiniti.

I suoi lavori sono messaggi di lirica leggerezza, di implosioni e di esplosioni, di espressioni visive in un cosmo regolato da ritmi musicali.

Per Cinzia Lo Russo il colore è uno strumento tonale magico, dalle trasparenze acquarellose, che vibra di contrappunti cromatici armoniosi.

Caterina Gennari scrive dell' Artista,

''L'universo è l'unica culla dell'artista''.Queste le parole,immerse in una sublime sinfonia di luce e colore,che appaiono su una delle tele di Cinzia Lo Russo,queste le parole in cui si racchiude forse l'essenza e il senso stesso dell'Arte di Cinzia.

L'Artista,attraverso l'armonioso gioco di luce,colore e forma,è in grado di di vivere e narrare l'Universo,le sue esplosioni,il suo mistero,la sua infinitezza,per poi spingersi oltre ed aprire il cerchio lasciando che lo spettatore goda a sua volta del dolce,perpetuo ed incessante moto di quella culla...

Lontano anni luce dalle sue intenzioni è qualsivoglia tentativo di razionalizzazione o spiegazione,consapevole del fatto che si tratterebbe di un'impresa -fortunatamente- impossibile:ciò che questa straordinaria artista compie,ciò che la magia dei suoi quadri opera è il farci scivolare in quel fluido e infinito divenire in cui tutto è immerso,il trascinarci in un vortice di elementi,luce e colore dal quale non si vorrebbe più riemergere.

La madre del Figurativo Cosmico ci permette dunque di compiere un'unica quanto affascinante esperienza attraverso quei dipinti in cui ogni forma si trasforma e trasfigura agli occhi di chi guarda,in cui si muove l'Infinito,e in cui occorre abbandonarsi senza riserve per intraprendere un viaggio senza confini,un viaggio che dall'infinita complessità dell'Universo approda alla complicata finitezza dell'uomo.

Una pittura,quella di Cinzia Lo Russo,di tributo al mistero dell'Universo,una pittura di viaggio in un oltre sconosciuto,ma soprattutto una pittura che fa dell'Arte un grande,gratuito,generoso atto d'Amore. ./.

LA S.V. È INVITATA AL VERNISSAGE 7 NOVEMBRE 2009 dalle ore 18,30 in poi...

Rif.Marketing : Giuseppe Monteverdi cell.:+39 348 4200220

Rif. : Uff.o Stampa Studio C.Lo Russo +39 055 481202

Caterina Gennari cell.:+39 338 9340126

Rif.: Giubbe Rosse – Ermes Pistolesi +39 055 212280 cell. 335 7115058

Pina Bausch.Vieni balla con me

Se l'ambizione di un autore è catturare l'essenza e l'anima segreta di un personaggio, la giornalista Leonetta Bentivoglio e il fotografo Francesco Carbone ci sono riusciti in modo superlativo: " Pina Bausch.Vieni, balla con me" edito da Barbès, è un atto d'amore incondizionato verso la più rivoluzionaria e straordinaria danzatrice del novecento, Philippina Bausch, detta Pina. Pubblicato in Francia nel 2007, e in prima edizione italiana l'anno scorso, esce in questi giorni in riedizione ampliata e aggiornata. Pina mille vite racchiuse in una, artista indimenticabile e necessaria, ci ha lasciato orfani. Se né é andata a sessantotto anni il 30 giugno 2009. In modo repentino e leggero, in totale assenza di rumore e celando la sua malattia. Danzando fino all'ultimo respiro. Libro album di culto, è un viaggio fascinoso nelle pieghe e nei passi del Tantztheater Wuppertal e nel mistero sublime della più grande danzatrice del novecento. Una selezione di cento bellissime foto a colori e in bianco e nero, scelte dall'immenso archivio di Carbone, che dal 1980 ha dedicato totalmente il suo lavoro al Tantztheater , corredate dai testi originali ed esplicativi di Leonetta: danze, creazione, ricerca, gli spettacoli, la biografia. Non una testimonianza esaustiva, bensì un collage atemporale di punti di vista, frammenti visivi scelti per energia comunicativa e spessore drammatico. L'unico modo per leggere questo concentrato puro di emozioni versione cartacea, anzi per guardarlo scorrendo le parole, è lasciarsi andare totalmente in una conversazione specchiante: sulla danza, l'amore,il genio, la vita, il mondo come percezione, la morte. Spettatori di un palcoscenico da sogno capace di nobilitare e appagare corpo e spirito. Un vortice di sensi si scatena da quelle immagini, forti, provocatorie, tenere, da quei corpi sensuali e statuari, accompagnati da appunti intimi e delicati. Pina è lì, onnipresente, con i suoi occhi sgranati e magnifici, il fluttuante vestito bianco degli angeli, i capelli che pur se legati strettissimi nell'immancabile chignon sembrano sempre ondeggiare al ritmo della sua danza. Lei che viveva di arte e poesia, che non sapeva resistere a un fumante piatto di spaghetti alle vongole, capace di trasformare piccole e grandi storie in attimi di estasi, ninfa, unica, leggendaria. Ricordiamola con le parole di Federico Fellini grande ammiratore e fraterno amico: "Una monaca con il gelato, una santa con i pattini a rotelle, un volto da regina in esilio, da fondatrice di un ordine religioso, da giudice di un tribunale metafisico, che all'improvviso ti strizza l'occhio". Leonetta nella nuova introduzione la immagina seduta a far merenda con Federico, accomodati l'uno accanto all'altra su una nuvola speciale, lieti di avere il tempo di chiacchierare su argomenti strambi. Piace anche a noi pensarla così.

"Pina Bausch.Vieni balla con me" di Leonetta Bentivoglio, Francesco Carbone Collana Palcoscenico- Barbès Edit pag.220 –Euro 18- ore. http://www.barbes.it/

ALDA MERINI: DUOMO GREMITO PER FUNERALI DI STATO A POETESSA DEI NAVIGLI

Milano ha salutato cosi' la 'sua' poetessa, Alda Merini, scomparsa l'1 novembre. Un legame, quello tra l'artista e la sua citta', sancito dalla decisione del sindaco Letizia Moratti di tributare l'addio alla 'poetessa dei Navigli' con i funerali di Stato. Un legame ribadito da Monsignor Franco Giulio Brambilla, Vicario episcopale per la cultura della Diocesi di Milano, che nella sua omelia ha ricordato Alda Merini in ''quel tratto di Naviglio che ci da' l'ultimo scorcio d'una Milano d'altri tempi''. Una Milano, ha aggiunto Monsignor Brambilla, ''che nel luogo comune un po' banale appare la citta' amata/odiata ma che aveva forse un rapporto piu' complesso con la poetessa''. E non potevano mancare, nel ricordo di Monsignor Brambilla, alcuni dei versi piu' famosi dedicati alla citta' dalla poetessa: ''Si potrebbe lasciare Milano per sempre soltanto per andare in Paradiso, ma forse desidererei, anche da li', la mia casa sui Navigli'''. Ad ascoltare, in prima fila, il sindaco Letizia Moratti, arrivata in Duomo con la fascia Tricolore, il presidente della Provincia di Milano, Guido Podesta' e, in rappresentanza del governo, due ministri lombardi del calibro di Maria Stella Gelmini e Umberto Bossi. Presenti anche volti noti del mondo della cultura e dello spettacolo: la cantante Milva, Valentina Cortese, Rosal e il musicista Giovanni Nuti, che ha chiuso la funzione. Ma soprattutto tanta gente comune si e' stretta attorno ad Alda Merini in rispettoso silenzio fino all'ultimo applauso che ha accompagnato la bara coperta di rose gialle fuori dal Duomo. Alda Merini sara' tumulata al Famedio del Cimitero Monumentale, accanto ai personaggi piu' illustri della storia di Milano.

lunedì 19 ottobre 2009

WINE SHOW di Torino è alle porte

L’invito rivolto a eno-appassionati, operatori, semplici curiosi lanciato in occasione della presentazione del nuovo Salone del Vino, ribattezzato Wine Show, a sottolineare un’impostazione rinnovata nei contenuti e nella forma. A partire dai tre giorni su cui si concentra la manifestazione, con apertura sabato 24, per un viaggio tra le tradizioni del vino che si concluderà lunedì 26, lungo un palinsesto ricco di appuntamenti, eventi, profumi e i mille sapori dei vini d’Italia . "Sarà un Salone tutto da vivere e da gustare" ha commentato Andrea Varnier, direttore generale Lingotto Fiere-gruppo GL events Italia. "Quello che inizia oggi è un percorso mirato a realizzare un salone a misura di produttori ed eno-appassionati: abbiamo, infatti, avvertito l’esigenza di dare una svolta al progetto confrontandoci con produttori, operatori, istituzioni - ha proseguito Varnier - e siamo arrivati all'idea di un evento concentrato su tre giorni, aperto al pubblico con un palinsesto di appuntamenti ed eventi per mettere in contatto diretto l'eno-appassionato con le cantine, preservando comunque il momento di confronto tra operatori e l’anima b2b che una fiera deve offrire al mercato, grazie al Wine Forum". Protagoniste di Wine Show saranno le etichette quotidiane proposte dalle cantine del Belpaese che, con l’obiettivo di riconquistare il mercato interno, presenteranno al pubblico i propri vini, accessibili, immediati e soprattutto economici. Non c’è quindi occasione più opportuna per l’anteprima della nuova Guida al vino quotidiano 2010 - I migliori vini d’Italia a meno di 10 euro, edita da Slow Food (domenica 25/10, ore 10.30, Sala Gialla), con la possibilità di degustare le oltre 250 etichette premiate presso l’Enoteca del Vino Quotidiano. Sempre targati Slow Food, quattro Laboratori del Gusto, il Premio alla carriera assegnato a Franco Biondi Santi – uno dei miti dell’enologia italiana – e il Bistrot nella Piazza dei Sapori. Si deve invece a Fisar (Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori) la prima degustazione ufficiale di vini brasiliani in una manifestazione pubblica in Italia, scelti per l’occasione dall’ente governativo brasiliano IBRAVIN (Istituto Brasileiro do Vinho) e dall’ente di promozione WINEFROMBRASIL. Per i “principianti del bicchiere”, Fisar propone mini-corsi di avvicinamento all’analisi sensoriale del vino e al consumo moderato, con attestato ufficiale di partecipazione e altre importanti degustazioni. Si intitola invece 100% Bollicine, il viaggio a tutto pasto in giro per l’Italia con cui Cinzano propone accostamenti tra i suoi spumanti e 100 ricette, a ribadire come le bollicine siano un perfetto marriage d'amour per ogni momento del pasto (sabato 24 ottobre alle 18.30). E infine, il giornalista Paolo Massobrio racconta i suoi assaggi, intrecciando a vizi e virtù di ogni singolo vino, aneddoti, consigli, curiosità ne I giorni del Vino, 365 assaggi meditati e raccontati, fresco di stampa per Einaudi (domenica 25/10, ore 17.30). In palinsesto anche due importanti momenti di riflessione sulle tendenze del mercato: sabato 24 alle 11 si apre con Il Futuro del vino tra sovrapproduzione-prezzi- mercato; lunedì 26, alle 11, si chiude con il talk-show dal titolo bevo o guido?, sul tema del bere consapevole, con il gastronauta Davide Paolini: per impedire che il vino sia considerato il primo motore dell’alcolismo, infatti, è necessario difendere e diffondere la cultura del buon bere, e di conseguenza i valori culturali del vino e dei suoi territori, un patrimonio unico del nostro Paese. Sempre lunedì 26, si parlerà di Futuro del settore turistico-alberghiero tra normative e promozione nell’appuntamento curato dall’Associazione Arte in Tavola, che riunisce i maestri della ristorazione e dell’ospitalità italiana. Gli stessi professionisti dell’Arte in Tavola, inoltre, saranno i mattatori nell’Arena Dolc’è, realizzata in collaborazione con le sezioni Ascom-Epat. Qui andrà in scena il Food Show, con lezioni speciali dedicate a intaglio frutta e verdura, cioccolato e dessert, pasta e pizza, mentre domenica 25 sarà la volta dello spettacolo-concorso Shaker & Lampada: maitre e barman professionisti di Arte in Tavola e Aibes (Associazione Italiana Barmen e Sostenitori) si sfideranno con la preparazione di dolci flambé abbinati a cocktail inediti creati con lo shaker. Tra un convegno, una degustazione e una lezione di cucina, i visitatori avranno a loro disposizione il Wine Book Show, uno spazio unico destinato a tutte le pubblicazioni del settore vino: manuali, letteratura, guide all’insegna del buon bere e del vivere con gusto. Largo allo shopping anche presso gli stand, dove si potranno degustare e, nel caso, acquistare le bottiglie preferite, usufruendo dell’innovativo Wine&Go, un servizio che consente di caricare comodamente le proprie bottiglie in auto al termine della visita o farsele spedire direttamente a casa, per acquisti in tutta libertà. Nessun pensiero anche post-degustazione, grazie alla possibilità di prenotare un tranquillo ritorno con autista - personale o da condividere con amici e compagni di visita e brindisi - per lasciare a casa la preoccupazione di limiti e multe… all’insegna, sempre, del bere consapevole! www.wineshow.it

mercoledì 14 ottobre 2009

L’Ais a Capri per discutere di vino, salute e sicurezza sulle strade

L’Associazione Italiana Sommeliers scende in campo a favore del consumo consapevole del vino

Si svolge presso il Centro Congressi (Vico Sella Orta, 3) di Capri, il prossimo sabato 17 ottobre, alle ore 10,30, il convegno dal titolo "Vino e salute - Vino è salute - Vino? Salute!". L'incontro, promosso dall'Associazione Italiana Sommeliers nazionale e campana con il patrocinio del Comune di Capri, si propone di prendere in esame l'aspetto salutistico, benefico e ludico del vino, con un'attenzione agli effetti, sui comportamenti di consumo degli italiani, derivanti dalle restrizioni imposte dall’entrata in vigore del nuovo Codice della Strada.

Per la prima volta in Campania, l'Associazione Italiana Sommeliers - da oltre 40 anni impegnata nella formazione professionale e nella diffusione della conoscenza di quel inestimabile simbolo dell'Italian Life Syle che è il vino - propone un confronto a più voci con esperti di varie discipline e rappresentanti delle Forze dell’Ordine, nella convinzione che comprendere e apprezzare il vino sia il primo passo per farne un consumo consapevole e moderato, nonché l’unica strada per evitarne la mistificazione.

A intervenire, con la moderazione del giornalista de Il Mattino Luciano Pignataro, saranno: Adriana Monzo, psicoterapeuta componente del gruppo di lavoro sulla Dieta Mediterranea della Fondazione "Alberto Fidanza" di Roma e referente dell'associazione "Farmagourmet" di Salerno; Roberto Sgalla, direttore Servizio Polizia Stradale e Lucio Mastroberardino, vice Presidente Unione Italiana Vini. Conclude i lavori Terenzio Medri, presidente Nazionale dell'Associazione Italiana Sommeliers, che presenta in anteprima i dettagli di un nuovo progetto dell’Associazione per il consumo ragionato del vino, rivolto agli allievi delle scuole superiori.

All'incontro di studio seguirà il Laboratorio degustazione, su prenotazione, de “Vini delle Piccole isole” del Tirreno, in programma, nella splendida cornice del Capri Palace di Anacapri, partner dell’iniziativa. A guidarlo tre sommelier campani d'eccezione: Nicoletta Gargiulo, 1° Sommelier Campania e d’Italia 2007; Angelo Di Costanzo 1° Sommelier Campania 2008 e Salvatore Correale 1° Sommelier Campania 2009.

Per informazioni e prenotazioni contattare la Segreteria dell’Ais Campania al numero 0823345188.

PROGRAMMA

“Vino e salute – Vino è salute – Vino? Salute”

Gli aspetti patologico, benefico e ludico del vino

- Ore 10,30 Centro Congressi - Vico Sella Orta, 3 Capri (Na)

CONVEGNO

- dr. Roberto Sgalla

Direttore Servizio Polizia Stradale

- dr. Lucio Mastroberardino

Vice Presidente Unione Italiana Vini

- Terenzio Medri

Presidente Nazionale dell'Associazione Italiana Sommeliers

Modera:

Luciano Pignataro

Giornalista de Il Mattino

- Ore 13,30 Centro Congressi - Capri (Na)

COLAZIONE DI LAVORO

- Ore 16,30 Capri Palace Hotel - Anacapri (Na)

LABORATORIO DI DEGUSTAZIONE dei vini delle Piccole isole del Tirreno con:

Nicoletta Gargiulo, 1° Sommelier Campania e d’Italia 2007

Angelo Di Costanzo, 1° Sommelier Campania 2008

Salvatore Correale, 1° Sommelier Campania 2009

Per informazioni: Segreteria AIS Campania Tel./Fax 0823.345188 email: info@aiscampania.it oppure contattare la sommelier Michela Guadagno al 338.4355969.. Prenotazioni alberghiere: Agenzia Azzurra - Via Roma - Capri (Na) Sig. Luigi Lembo - Tel. 081.8370702.

giovedì 24 settembre 2009

Dal 1 al 4 Ottobre 2009 Sagra del Pistacchio - Bronte (CT)

Organizzata dall'Amministrazione Comunale di Bronte. Si svolge in alcune piazze e vie del Centro Storico (quartiere Annunziata e Corso Umberto), dove vengono realizzate alcune ambientazioni tipiche dell'antica civiltà contadina (arti e mestieri vengono riproposti grazie ad oggetti dell'epoca). Nel corso della Sagra si possono assaggiare e naturalmente acquistare i prodotti ottenuti con la lavorazione del pistacchio e i frutti stessi. La Sagra è l'occasione per fare conoscere il raffinato frutto, con degustazioni di prodotti che vanno dalla salsiccia alla pasta al pistacchio, dal dolce al gelato, oltre ai numerosi altri prelibati piatti. L'Oro Verde produce una ricchezza di circa 18 milioni di euro e costituisce l'1% della produzione mondiale. Fonte: http://www.comune.bronte.ct.it

mercoledì 23 settembre 2009

Roberto Fiacchini Anselmi e papà Renato

Un'infanzia da orfano, poi l'incontro con Renato Zero che lo sceglie come figlio. E adesso la voglia di dare una mano a chi ha talento. Per rifare i conti con una vita che gli ha tolto molto e dato tanto La pelle liscia nonostante a luglio compirà 35 anni, il naso un triangolo perfetto sul quale poggiano un paio di occhiali da vista che lo fanno assomigliare a Clark Kent. "Li ha disegnati mio papà", dice Roberto Fiacchini. Suo padre è Renato Zero, che lo ha scelto come figlio una quindicina di anni fa e che, da cinque, è diventato anche legalmente il suo genitore adottivo. Lo incontriamo a Roma per parlare del lancio dei Miodio, il primo gruppo prodotto da Opera prima, la società che, all'inizio del 2007, ha fondato con altri due soci, Andrea Felli, il creativo, e Massimo Nardi, il manager. La band aveva un brano pronto per Sanremo. Ma non ha passato la selezione. "Non ce l'ho con Baudo", dice Fiacchini. "Mica tutti possono andare al Festival, e poi è facile chiedere, 'per favore, per favore', e quando ti scartano, fare polemica". Tra qualche settimana il video del loro singolo "It's Ok" (da cui sono tratte le immagini di backstage di questo servizio) sarà pronto per essere trasmesso sui canali musicali. Entro maggio dovrebbe uscire il loro primo cd. Con Clark Kent, oltre al profilo, Roberto condivide una buona dose di timidezza e il fatto di vivere due vite in una. La seconda da figlio di Renato Zero, la prima da ragazzo cresciuto in orfanotrofio. La società di produzione musicale è la conseguenza di questo suo essere "uno e doppio": una forma di redistribuzione di parte di quello che la vita - dopo avergli tolto molto - gli ha dato.

- Parliamo di questo filo rosso che collega la sua infanzia senza genitori, l'incontro con Renato Zero e la società di produzione "Opera prima".

Non è un filo, è una corda grossa così. Non amo piangermi addosso, ma ho avuto una vita difficile. Sono entrato in orfanotrofio a 6 anni. Fino a quando ne ho avuti 12, nei weekend tornavo a casa da mia madre. Poi lei è morta. Mio papà non l'ho mai conosciuto. Ero il classico predestinato a non fare nulla di buono. In istituto c'erano anche i miei fratelli, entrambi più grandi di me, Romolo di 7 anni, Massimo di 5. Non siamo mai riusciti a stare insieme per la differenza di età: io iniziavo le elementari in un posto e loro venivano mandati in un altro dove c'erano le medie e le superiori. Mentre mia sorella era stata adottata".

- Non sapevo che avesse anche una sorella.

"Più giovane di me di 5 anni".

- Basta?

"Più o meno".

- In che senso?

"Un giorno trovammo sulla lapide di mamma un foglietto con scritto: 'Finalmente ti ho ritrovata', e la firma: Cinzia. Forse esiste un'altra sorella, più grande di tutti noi, ma è una storia complicata, preferirei lasciar perdere".

- Dopo il primo istituto, di cui ha un brutto ricordo, lei fu trasferito alla Città dei ragazzi, una comunità fondata a Roma nel 1945 da monsignor John Patrick Carroll-Abbing. Lì, invece, si trovò bene.

"Ci sono stato dagli 11 ai 16 anni, quando sono uscito per andare a vivere con mio fratello. Era riuscito a subentrare nell'alloggio delle case popolari dove aveva vissuto nostra madre. Nonostante fosse giovanissimo, Romolo si è comportato come un padre".

-Lei vorrebbe fare un film sulla sua esperienza alla Città dei ragazzi.

"Sì. Per me è stata una vera famiglia, anche se per le dimensioni e per il modo in cui era organizzata assomigliava davvero a una città. Ognuno aveva un ruolo, c'era persino il sindaco, eletto a turno fra di noi. Guadagnavi il tuo 'stipendio' andando a scuola o con il tuo lavoro. C'era una banca e un bazar per i piccoli acquisti. Era un modo per prepararci alla vita fuori di lì e per dare a ognuno l'opportunità di esprimersi secondo le proprie capacità".

- E lei, una volta fuori, che cosa ha fatto?

"Ho cominciato a lavorare come meccanico di moto. Guadagnavo 25 mila lire alla settimana, poi sono passato a 600 mila al mese. Quando ho iniziato non sapevo neanche che fosse un pistone. Ero un vero 'broccolo'".

- Quando ha conosciuto Renato Zero?

"Avevo 18 anni e mi era arrivata la cartolina del militare. Avevo già deciso di 'mettere la firma': rimanere nell'esercito, per me, rappresentava l'unica sicurzza economica possibile". - Mi racconta come avvenne quell'incontro? "Ero andato con alcuni amici a vedere un film e in sala c'era Renato. Conoscevo le sue canzoni perché Romolo le ascoltava, mi ricordo che sapeva anche imitarlo. Gli abbiamo chiesto l'autografo e lui: 'Sì, sì, dopo. Anzi, magari ce ne andiamo al bar e ci prendiamo un cappuccino tutti insieme'". - E così siete andati al bar. "Sì. Lui era con due amici, marito e moglie che, molti anni dopo, sono diventati i miei testimoni di nozze (Roberto si è sposato con Manuela nel 2004. Hanno due bambine, Virginia, di due anni e mezzo, e Ada, di uno, ndr) . Abbiamo cominciato a parlare, che fai, che non fai, così gli ho raccontato che volevo fermarmi nell'esercito. Mi ha detto: 'Perché non vieni a lavorare con me?'. E mi ha lasciato il suo numero di telefono. Poco dopo sono partito militare, ma siamo rimasti in contatto. Nel 1993 mi chiese di accompagnarlo a Sanremo, era l'anno in cui portò al Festival 'Ave Maria'. Mi disse di nuovo che aveva bisogno di qualcuno che lo aiutasse sul lavoro". - Che cosa faceva per lui? "La prima mansione fu preparare tè e caffè. Poi, man mano, ho iniziato a gestire i contatti con le Tv, a seguire l'organizzazione dei concerti". - Finché da suo collaboratore è diventato suo figlio. "Aveva una quarantina d'anni, l'età in cui non hai più voglia di uscire tutte le notti e senti l'esigenza e il piacere di avere un figlio. Renato ha cominciato a considerarmi e a presentarmi come tale molto prima di ufficializzare l'adozione". - Perché proprio lei? "Un pranzo oggi, un weekend a Castoglioncello con i parenti domani, sono entrato a far parte della famiglia. Sono diventato figlio, cugino, zio, nipote. Renato viveva con sua mamma Ada (morta nel 2001, ndr) che, anche se aveva dei nipoti 'veri', si affezionò subito a me. Andavamo al ristorante, la accompagnavo a fare shopping, la portavo in giro sulla decappottabile. E siccome è stata a lungo malata, mi sono preso cura di lei. Mi occupavo anche della casa: come avevo fatto le pulizie alla Città dei ragazzi le facevo lì. Ero giovane, sarebbe stato normale aver voglia di andare in giro. Invece mi sono sacrificato. Credo che Renato abbia apprezzato anche questo". - Che padre è Renato Zero? "Apprensivo in modo esagerato. Una volta ero caduto dalla moto e mi ero 'sgrugnato' un ginocchio e un braccio. Scoppiò una tragedia: 'Andiamo al pronto soccorso, ti do l'antibiotico...'. E come nonno è ancora più attento: accompagna le bambine dal pediatra, se Manuela e io siamo via, le tiene a dormire da lui, si butta a terra e le bacia. E' affettuoso, premuroso. A volte mi dice: 'Robertì, ma con 'sto brutto tempo, le mandi a scuola?'. 'A babbo mio, con quello che costa...'. Mica ci vanno col cavallo. Le porto in macchina". - Apprensivo e generoso. Le ha lasciato la casa quando lei si è sposato. "E' stato un regalone". - In generale un bel cambio di vita. "Dagli 'straccetti' una volta ogni cinque giorni al filetto a pranzo e a cena". - Senza perdere la testa? "Credo di essere una persona umile. Non mi faccio condizoonare dai soldi perché sono perfettamente consapevole delle mie origini. Anche Renato è così. Magari si compra un orologio da cinquemila euro, ma se non sta in una stanza, spegne la luce. Sono uno e doppio, ci sono due Roberti dentro di me che, però, fanno una sola persona". - Cucita da quel filo che scorre lungo la sua vita e che porta a "Opera prima"? "Per me diventare produttore è un'occasione per aiutare chi ha talento, ma che ha bisogno di una mano per farcela. Quando Renato mi ha preso con sé come figlio, i miei fratelli non hanno detto: 'Ce siamo sistemati'. Uno fa il metronotte, l'altro il cameriere. Vorrei dimostrare a Romolo che gli sforzi che ha fatto per me non sono stati inutili. E vorrei anche meravigliare Renato, facendogli vedere che sono capace di fare qualcosa di buono proprio nel suo campo, la musica. Per quanto riguarda me, poi, vorrei dimostrare che non sono solo quello". - Quello cosa? "Quello che in collegio ci passava anche i Natali, i Capodanni e le estati". - Non ha paura di passare da "quello" a "figlio di"? "Sono agevolato, certo, perché conosco tante persone dell'ambiente, ma non ho mai chiesto favori. Anche perché nessuno fa niente in cambio di niente e io non voglio mettere papà nella condizione di dover subire 'ricatti'". - Collabora anche lui con la sua attività di produttore? "Ci ha dato consigli, ci ha aiutato, ma ora ci segue in silenzio. Non è un socio, è un padre. E credo che stia cercando di capire se ho abbastanza tigna per cavarmela".