domenica 20 dicembre 2009
LO STAFF DI " WINE & FASHION MAGAZINE " AUGURA UN SERENO E SANTO NATALE
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giovedì 17 dicembre 2009
" FACCIAMO LA TV "
LA TELEVISIONE A SCUOLA Il comune di Sondrio sostiene un progetto per far conoscere la televisione nelle scuole. Dietro l’idea, la volontà di educare i giovanissimi allo strumento della comunicazione. Anna Rabbiosi Facciamo la televisione è un format di Enzo Meli con la collaborazione di Daniela Castelli, che consente a bambini e ragazzi di conoscere e interpretare la televisione. Un progetto sperimentale che l’amministrazione di Sondrio, grazie all’attenzione rivolta al programma didattico dal sindaco Alcide Molteni e dall’assessore alla Cultura, Marina Cotelli, è stato realizzato con successo nelle scuole elementari e medie della città. Oltre che produrre materialmente un loro format, cioè un modello di produzione televisiva o trasmissione, i ragazzi coinvolti, insieme con genitori, insegnanti, dirigenti e pubblico, hanno potuto sperimentare le proprie qualità televisive e far capire cosa per loro significa o potrebbe significare la televisione. L’occasione per mettere in pratica l’iniziativa è stata quella del SondrioFestival, il concorso internazionale dedicato ai documentari sui parchi, che ha luogo a Sondrio ogni anno in autunno. Un’opportunità unica per far conoscere il progetto di Facciamo la televisione a un pubblico di per sé già appassionato. CONTENITORE DI REGOLE Facciamo la televisione non è un palinsesto (l’insieme delle trasmissioni programmate da una emittente per un dato periodo) né un filmato (in senso stretto, il prodotto tipico dell’industria cinematografica, formato da una sequenza di immagini dette fotogrammi), né un esempio sporadico di programma (definizione del percorso per raggiungere un determinato obiettivo tenendo conto delle risorse disponibili, delle condizioni al contorno, delle attività da intraprendere e dei tempi necessari per realizzarle), ma piuttosto il ‘contenitore’ delle regole per per la realizzazione di una vera e propria trasmissione, un programma televisivo, pronto per essere trasmesso e diffuso nell’etere attraverso tv, internet o un qualsivoglia sistema multimediale, realizzato da bambini e ragazzi. Un modo per fare televisione creativo e con un valore aggiunto in più: la televisione è pensata, scritta e realizzata da chi dovrà guardarla negli anni futuri, i nostri figli. «Non dico niente di nuovo - dice il sindaco di Sondrio, Alcide Molteni - se sottolineo che oggi più che mai la televisione nelle case è subìta e proprio i bambini sono i primi a farne le spese. Dovrebbero essere maggiormente tutelati e per questo mi è sembrato interessante sostenere e promuovere un’iniziativa come questa: ho trovato doveroso da parte dell’amministrazione pubblica mettere a disposizione, far sì che venissero usate le ‘nostre’ scuole, per mettere a disposizione della televisione uno strumento nuovo quello di compartecipazione alla crescita della tv e degli utenti che la utilizzano. Io sono un medico e, di questi tempi, mi sono sempre più convinto che l’informazione televisiva e generale sia troppo invasiva e a volte eccessiva. Basta vedere cosa sta succedendo con l’influenza A». La full immersion nel mondo della televisione è durata 21 giorni a Sondrio, il tempo utile, per realizzare, sfruttando il clima dettato dalla manifestazione internazionale in atto, due format. Ma fare la televisione si può imparare durante tutto l’anno scolastico: le formule di adattamento ai diversi cosi didattici sono molto elastiche. Il progetto, inserito nel programma didattico di supporto delle elementari e delle medie a Sondrio ha dato origine a due trasmissioni televisive di 50 minuti l’una. Il tutto seguendo le linee guida di un progetto ‘low cost’, cioè a basso costo. I ragazzi delle scuole si sono occupati di ambiente e di tutela con due trasmissioni televisive totalmente realizzate da loro in un percorso faticoso eppure entusiasmante, che non dimenticheranno facilmente. BUONA IDEA «L’idea mi è piaciuta subito - spiega l’assessorealla Cultura del comune di Sondrio, Marina Cotelli - ed è stata un successo. L’opportunità è stata ben accolta da dirigenti e genitori, ed è stato possibile vedere all’opera i nostri ragazzi in qualcosa che altrimenti non avrebbero potuto sperimentare. In più l’hanno fatto giocando». I bambini nel ruolo di registi, cameraman, direttori di produzione, microfonisti, attori e conduttori, e molto altro, hanno saputo interpretare la televisione con l’intenzione di conoscere l’ambiente e la natura, e trasmettere questa conoscenza attraverso il linguaggio di ogni giorno. «Con questo format si intende ‘formare’ l’evoluzione, in campo televisivo, di menti giovani - spiega Enzo Meli, regista e autore televisivo -. È necessario creare anche l’ambiente ‘mentale’ idoneo alla conoscenza, alla cura e all’espressione di ciò che significa la tutela sia della cultura, ma anche della storia o della natura in ambito televisivo: qui come in altri settori bisogna imparare a come evitare gli errori per non ripeterli». Tanta energia e tante idee hanno fatto capolino dalle 10 alle 12, ogni giorno nelle aule scolastiche di Sondrio, sotto la supervisione degli insegnanti e dei maestri della televisione Meli-Castelli. Le trasmissioni realizzate sono state: un quiz-musicale il cui leit motive è stato quello di conoscere l’ambiente per tutelarlo e un talk show, in cui i protagonisti sono stati gli animali (i ragazzi vestiti da animali) e il rapporto uomo-animale. TELEVISIONE ED EDUCAZIONE «La televisione dei ragazzi non esiste più - ha detto Cino Tortorella, presente alla conferenza stampa di inaugurazione del progetto fatta dai bambini e per i bambini, quella che non li offende. Complimenti per la vostra iniziativa: voi state facendo quello che si voleva fare e a volte ci si riusciva agli inizia della televisione: coinvolgere i ragazzi e interessarli e soprattutto senza offenderli. Vi interessate di bambini, cosa che la televisione, anche quella di Stato, ormai non fa più da molto tempo. Questo è un modo di fare televisione, che rispetta e tutela i nostri figli». Far interagire i ragazzi con la realtà geografica e naturale del nostro paese, ma anche del mondo intero con domande semplici e specifiche; sottoporre all’attenzione del pubblico canzoni che piacciono ai ragazzi, che li rappresentano e che loro cantano in play-back, sono tutte cose che fanno parte del primo format. Ogni singolo passo del programma, compresa la scelta musicale, è stato fatto dai ragazzi, in sintonia con gli insegnanti. «Non è stato semplice per noi - dice Carmela Granata, insegnante di IV elementare -, perché le ore di impegno sono state tante e coordinare tutto per niente facile, ma è stato divertente. Io, ad esempio, dimenticavo le battute. Oggi spero di poter avere ancora a che fare con questo progetto, perché è stato illuminante ed educativo».televisivo -. GENITORI SODDISFATTI «Mio marito e io abbiano notato un cambiamento incredibile in nostra figlia - dice Laura Scilini, mamma di Elisabetta Gatti -. Ha più autostima ed è più propositiva: credo che questo corso aiuti molto i nostri figli e che bisognerebbe proporlo nelle scuole di tutta Italia». Un progetto per tutti, che ha coinvolto tutti. Finalmente i ragazzi fanno televisione e la fanno bene. «L’immagine che ho impressa nella mente è lo sguardo e il sorriso festoso dei bambini che hanno partecipato al corso - spiega Daniela Castelli, giornalista di Euronews e caporedattore della rivista Il Corriere de iure publico. «Se posso dire quello che non mi è piaciuto, perché per il resto mi è piaciuto tutto, il progetto mi ha divertito e entusiasmato - dice Francesca Parrotta, presentatrice in erba del format a quiz - è stato dover stare per ore sotto quelle luci: faceva un caldo!». Il percorso didattico affrontato dagli studenti è stato giocoso e stimolante, a detta degli stessi protagonisti, che si sono arricchiti di un’esperienza costruttiva che avrà certamente una ricaduta positiva sulla loro formazione scolastica e civica soprattutto per i suoi risvolti educativi.
" Facciamo la TV " è un progetto che stiamo portando in giro per l'Italia in diverse scuole. Ideatore di tale progetto è il regista e autore ENZO MELI, CHI E' INTERESSATO PUO' CONTATTARMI al n° 










349 0670177
GRAZIE PER L'ATTENZIONE
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martedì 15 dicembre 2009
"Armonia Angelica"
L’Armonia Angelica di Rosalba Falzone alla Libreria Leoniana
La mostra: Una riflessione spirituale sul Natale scandita dal battito d’ali di dieci angeli, ciascuno dei quali interpreta e attualizza simbolicamente un aspetto del messaggio cristiano annunciato al mondo nella notte di Betlemme. È l’ “Armonia Angelica” che la pittrice siciliana Rosalba Falzone espone da mercoledì 16 dicembre 2009 fino a gennaio 2010 nella Libreria Leoniana di Roma, in Via dei Corridori 16-28. Presentano le opere, alle 17 del 16 dicembre, Mons. Guido Mazzotta della Pontificia Università Urbaniana e il giornalista e scrittore d’arte Melo Freni.
L’artista donerà il ricavato dalla vendita dei dipinti a beneficio delle opere umanitarie della Fondazione “Duc in altum”, che patrocina l’esposizione.
Le opere: Quasi confrontandosi con la celebre e vicina teoria angelica berniniana di Ponte S. Angelo per riproporne il messaggio artistico e spirituale in chiave più moderna, Rosalba Falzone ha preparato 10 dipinti su tela di 150X50 cm proposti al pubblico come altrettante “Riflessioni sul Natale” che partono dalla nascita del Salvatore, attraversano i drammi dell’età contemporanea e si concludono con una visione della Chiesa rinnovata dal Concilio Vaticano II.
Apre la serie l’angelo “Luce divina” che sorregge teneramente tra le braccia un neonato, sul cui corpicino brilla una stella. Insieme con “Musica soave”, l’angelo musicante, questi due messaggeri celesti rievocano il Natale del Signore «…l'angelo disse loro: "Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia". E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste, che lodava Dio e diceva: "Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama"» (Lc 2, 10ss). Ma a far da contrappunto a questa serena visione la pittrice ha immaginato gli angeli “Vite spezzate”, dedicato alle anime dei bambini che non possono nascere perché uccisi dall’aborto, “Pace invocata”, alle vittime delle guerre che ancora devastano il mondo, e “Cibo negato”, a quelle della fame nel mondo. Questi tre angeli, la cui drammaticità ricorda i tre cavalieri dell’Apocalisse, ammoniscono lo spettatore a ricordare, come conseguenza pratica dell’accoglienza del Natale, i moniti delle beatitudini «Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati… Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio» (Mt 5, 4ss) e del giudizio finale «Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato» (Mt 25, 41-43). Parallelamente,gli angeli “Amorevole accoglienza” e “Terra protetta” esprimono visivamente il dovere dell’accoglienza verso i più deboli e i migranti e della protezione delle risorse naturali, che debbono andare a beneficio di tutta l’umanità, non solo dei più ricchi, e di tutte le generazioni, non solo dell’attuale, continuando così l’opera della creazione. «Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi» (Mt 25, 34-36) e «Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e Dio disse loro: "Siate fecondi e moltiplicatevi… Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra, e ogni albero fruttifero che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutti gli animali selvatici, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde"» (Gen 1, 27-30).
Poi, come nelle antiche icone del Natale dove la nascita del Salvatore è sempre raffigurata richiamando i simboli della sua morte e risurrezione, Rosalba Falzone affida ai due angeli “Pane angelico” e “Frutto salvifico” il compito di ricordare il mistero eucaristico, il perenne farsi carne e sangue di Cristo, uomo-Dio non solo duemila anni fa, ma anche ogni giorno del nostro tempo. E come Gesù si è fatto unico pane per noi, così l’umanità da lui rinnovata deve formare un unico corpo, un’unica Chiesa. Proprio “Unico corpo” è il nome dell’ultimo angelo della rassegna, che manifesta questa tensione ecclesiale all’unità e all’autentica, ecumenica e universale cattolicità respingendo la tiara (la triplice corona simbolo del potere del Papa, donata ai poveri da Paolo VI nel 1964 e non più usata dai papi contemporanei) e lasciando al successore di Pietro la sola chiave come ultimo sigillo dell’unità verso la patria celeste.
L’Armonia Angelica di Rosalba Falzone alla Libreria Leoniana di Roma. Un evento che gli amici romani non possono perdere: vedere esposta l'arte di questa artista siciliana da mercoledì
16 dicembre 2009 fino a gennaio 2010 nella Libreria Leoniana di Roma,
in Via dei Corridori 16-28. Presentano le opere, alle 17 del 16 dicembre,
Mons. Guido Mazzotta della Pontificia Università Urbaniana e il
giornalista e scrittore d’arte Melo Freni. L’artista donerà il ricavato
dalla vendita dei dipinti a beneficio delle opere umanitarie della
Fondazione “Duc in altum”, che patrocina l’esposizione.http://www.televideo.rai.it/televideo/pub/pagina.jsp?p=168&s=0&r=Nazionale&idmenumain=7
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Golden Globe, "Baaria" entra nelle nomination
Il kolossal di Tornatore, già candidato italiano nella corsa agli Oscar è candidato per i premi assegnati dalla stampa straniera di Los Angeles
UN PRIMO passo importante, ad avvio di stagione dei premi cinematografici più importanti e ambiti: Baaria, il kolossal di Giuseppe Tornatore, già candidato italiano agli Oscar 2010, è entrato nella cinquina di nomination dei Golden Globe, nella categoria miglior film straniero. Dovrà vedersela con Gli abbracci spezzati di Pedro Almodovar, Un Prophete di Jacques Audiard, Il Nastro bianco di Michael Haneke (trionfatore a Cannes e ai recentissimi European Awards), The Maid (La Nana) di Sebastian Silva. Per il resto, a ottenere il maggior numero di candidature ai Globi d'oro - premi assegnati dalla stampa straniera di stanza a Hollywood, e considerati un'anticamera degli Oscar - è Tra le nuvole di Ivan Reitman, con George Clooney protagonista assoluto, che si aggiudica sei nomination, tra cui quella come miglior film drammatico. Segue, con cinque, Nine, il musical all star di Rob Marshall ispirato a Fellini (in lizza anche nella categoria miglior commedia o pellicola musicale). Subito dopo, con quattro, troviamo ex aequo Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino e Avatar di James Cameron (che visto il battage ambiva probabilmente a un predominio più netto); con tre The Hurt Locker di Kathryn Bigelow, Invictus di Clint Eastwood, A Single Man di Tom Ford, Precious di Lee Daniels ed E' complicato di Nancy Mayers. Per conoscere i vincitori bisognerà aspettare la sera del 17 gennaio, quando si svolgerà la cerimonia di premiazione. Ecco le nomination nelle categorie principali.Pubblicato da Edizioni Editoriali Marika Orlando a martedì, dicembre 15, 2009 0 commenti Link a questo post
Tartaglia confessa e scrive a Berlusconi "Chiedo scusa per un gesto vigliacco"
Una giornata in carcere a San Vittore, gli interrogatori col procuratore Armando Spataro nei quali ha ammesso di odiare Berlusconi e la precisazione: "Ho agito da solo, non sono il killer di nessuno". Massimo Tartaglia, in serata, si fa dare carta e penna e scrive a Silvio Berlusconi. Chiede scusa per l'aggressione ed esprime il suo dispiacere "per un atto superficiale, vigliaco ed inconsulto". La lettera è stata inviata tramite i suoi avvocati che ne hanno dato conto in una nota: "Il nostro assistito ha detto di non riconoscersi nel suo gesto e ha escluso qualsiasi militanza o appartenenza politica".
In mattinata, dopo quasi due ore di interrogatorio aveva detto a Spataro: "L'ho colpito perché odio la sua politica". Il quarantaduenne, "psicolabile da quando aveva 18 anni", ha detto amaramente il padre, ha fornito la sua versione dei fatti. Quando era stato arrestato dalla sicurezza del premier aveva farfugliato: "Non sono io, non sono nessuno", poi negli uffici della Digos ha messo ordine nei sui pensieri confusi ed ha raccontato di essersi diretto in piazza del Duomo dopo che gli era "saltato" l'appuntamento che aveva con un'amica. Dice di aver ascoltato l'intervento del premier e di essersi allontanato infastidito per quello che aveva sentito. Poi, mentre stava raggiungendo la metropolitana ha visto la macchina del presidente del Consiglio parcheggiata, ma soprattutto ha sentito le grida di alcuni contestatori che hanno attratto la sua attenzione, così si è infilato in una strada laterale per tornare indietro e si è trovato davanti Berlusconi. A quel punto, confessa, "l'ho visto ed ho tirato l'oggetto".
Un racconto, quello di Tartaglia, giudicato tutto sommato "coerente nonostante sia chiaramente frutto di una mente disturbata". In serata, l'aggressore ha voluto chiarire di non aver avuto mandanti: "L'ho fatto io da solo, non sono il killer di nessuno".
L'aggressore del premier è in una cella della sesta sezione, da solo; nei suoi confronti sono state predisposte misure di "alta sorveglianza".
Ma a quanto pare, ieri sera in piazza del Duomo, Massimo Tartaglia non ha nascosto le sue attenzioni. "Striscia la Notizia" ha trovato due testimoni, due fratelli che hanno raccontato di aver provato ad allertare un agente Tra la folla, i due avrebbero sentito i commenti di Tartaglia che minacciava un'aggressione. "Abbiamo notato una persona in piedi vicino allo stand del Pdl. Era agitata, parlava di Berlusconi dicendo che lo stava aspettando. Era una frase palesemente minacciosa e lasciava intendere che era uno squilibrato mentale. La sera poi lo abbiamo riconosciuto nelle riprese delle notizie in televisione".
I fratelli, insospettiti, avrebbero raggiunto una pattuglia nelle vicinanze: "abbiamo deciso di informare una pattuglia della polizia di Stato che sostava davanti alla galleria di piazza duomo". Il poliziotto, però, impegnato in una conversazione telefonica, li avrebbe liquidati dicendo: "chiamate il 113". Il due testimoni aggiungono: "ci saremmo aspettati per lo meno un controllo e probabilmente quello che è accaduto si sarebbe potuto evitare". La Questura di Milano, dopo aver visionato il servizio di "Striscia" ha deciso di procedere agli accertamenti necessari a identificare i due testimoni e, soprattutto, il poliziotto col quale avevano parlato.
Nelle tasche e nella valigetta che Tartaglia portava con sé ieri gli agenti hanno trovato un bizzarro "armamentario": una bomboletta di spray urticante, una lastra in plexiglass di venti centimetri, un crocifisso in gesso lungo circa 30 centrimetri, un soprammobile in quarzo e un accendigas di grosse dimensioni. Prima c'era anche la miniatura in alabastro del Duomo scagliata contro il premier. E' andata in frantumi e i pezzi sono stati raccolti sul luogo dell'aggressione.
Ora gli investigatori scavano nelle reti di amicizie dell'uomo; ma che abbia agito da solo sembra ormai appurato. Lo dice il padre Alessandro, che gli amici descrivono "sconvolto" e impotente di fronte alla malattia mentale del figlio che, giura, "non aveva mai avuto atteggiamenti aggressivi contro altri". "Massimo ha agito da solo, non ha mai fatto parte di gruppi politici. Ieri ci ha detto che sarebbe uscito con un'amica". E questo conferma le parole di Massimo mentre il padre non crede all'odio per il premier confessato dal figlio: "Mai manifestato un'avversione violenta per Berlusconi. In casa si parla di politica ma in modo normale e adesso non so come fare ad aiutare mio figlio".
La magistratura intanto procede per lesioni con l'aggravante della premeditazione e del fatto che la vittima è un pubblico ufficiale. La Digos ha inviato in procura l'informativa sull'accaduto ed il procuratore aggiunto Spataro sta preparando la richiesta di convalida dell'arresto. Il legale del premier Niccolò Ghedini ha detto di voler sentire il Cavaliere prima di decidere se denunciare o no Tartaglia. Comunque il reato di cui è accusato è perseguibile di ufficio.
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E su Facebook nascono subito gruppi pro o contro l'aggressore
Pochi minuti dopo l'aggressione, sono nati su Facebook gruppi che si riferiscono all'aggressione a Silvio Berlusconi. In linea i gruppi "Uccidiamo Massimo Tartaglia" e "Vergogna Massimo Tartaglia". I gruppi a favore sono "Viva Massimo Tartaglia" e "Colletta per Massimo Tartaglia". C'è anche un "diventa fan di quello che ha dato un cazzotto a Berlusconi".
"Questo è il frutto dell'odio politico istigato da Di Pietro e dalla sinistra che è invidiosa del consenso e dei risultati del Governo" denuncia Giovanni Donzelli, portavoce nazionale della Giovane Italia, movimento giovanile del Pdl.
Sarcastici, violenti e in qualche caso irriferibili i commenti sul sito dei no-global Indymedia.
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Berlusconi aggredito in piazza Duomo arrestato uomo con problemi mentali
Il premier stava tornando verso la macchina dopo il comizio per il tesseramento In ospedale è stato sottoposto ad una Tac. Resta in osservazione per 24 ore
Un colpo al volto. Un viso insanguinato che le televisioni immortalano. E' appena finito il comizio in piazza Duomo. Silvio Berlusconi ha lanciato il tesseramento del Pdl, attaccato i giudici e avuto un battibecco con alcuni contestatori. Tra gli applausi il premier si avvia verso la macchina. Cammina tra due ali di folla dei sostenitori del Pdl. Stringe mani e firma autografi. L'atmosfera è rilassata. Il battibecco avuto dal palco è dimenticato. Poi, all'improvviso, viene colpito da un oggetto. Si saprà poi che si tratta di una miniatura souvenir del Duomo di Milano. Il premier barcolla, il viso si riempie di sangue. Sono momenti drammatici. La scorta prende il Cavaliere e lo trascina nell'auto blindata. L'aggressore, Massimo Tartaglia di 42 anni, resta come pietrificato. Contro di lui si scatena la rabbia dei manifestanti, gli agenti lo prendono e lo trascinano via. "Ho corso con gli agenti di polizia per allontanare l'aggressore, che rischiava un possibile linciaggio" commenta il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. Berlusconi si volta verso la folla per rassicurarla. Un cenno della mano per dire "sto bene". Sono momenti di grande concitazione. Le prime ricostruzioni parlano di un pugno al volto, poi si capirà meglio che il premier potrebbe essere stato colpito dalla statuetta di ferro lanciata da distanza ravvicinata. La dinamica dei fatti, peraltro, agli investigatori appare più vicina ad un gesto isolato che ad un tentativo di aggressione organizzato.Pubblicato da Edizioni Editoriali Marika Orlando a martedì, dicembre 15, 2009 0 commenti Link a questo post









